Quando si parla di Disaster Recovery, due metriche diventano fondamentali per misurare la resilienza di un sistema: RPO (Recovery Point Objective) e RTO (Recovery Time Objective).
Entrambe definiscono in modo concreto quanto un’azienda può sopportare in termini di perdita di dati e tempo di inattività, e costituiscono la base per costruire un piano di continuità realmente efficace.
Il Recovery Point Objective (RPO) rappresenta il punto massimo di perdita dati tollerabile, espresso in tempo.
Se un sistema ha un RPO di 30 minuti, significa che, in caso di guasto o incidente, l’azienda può accettare di perdere al massimo i dati degli ultimi 30 minuti di attività.
Esempi pratici di RPO:
In sintesi, più critici sono i dati, più l’RPO deve essere stringente.
Il Recovery Time Objective (RTO) rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare un servizio o un’applicazione.
Se il tuo ERP ha un RTO di 2 ore, dovrai assicurarti che torni operativo entro quel tempo, pena impatti critici su produzione e fatturazione.
Esempi pratici di RTO:
In sintesi, più business-critical è il servizio, più l’RTO deve essere ridotto.
Spesso si tende a confondere RPO e RTO, ma la differenza è semplice e fondamentale:
Entrambe le metriche devono essere calcolate in base agli obiettivi di business, non solo agli aspetti tecnici.
Per un approfondimento più ampio sul tema e su come inserirli in una strategia completa, puoi leggere la guida dedicata al Disaster Recovery Plan e alla sua importanza.
Stabilire RPO e RTO non è un esercizio teorico, ma una parte critica di ogni Disaster Recovery Plan (DRP).
Questi due parametri determinano il livello di continuità operativa che un’azienda può garantire in caso di guasti, attacchi informatici o eventi imprevisti.
Ogni minuto di downtime ha un costo.
Secondo un report del Ponemon Institute, il costo medio di un minuto di fermo per le aziende può arrivare fino a oltre 9.000 dollari, a seconda della dimensione e del settore.
In poche parole, RPO e RTO traducono la continuità aziendale in numeri concreti.
Molte aziende cadono nell’errore di definire RPO e RTO solo come parametri tecnici, lasciando la loro valutazione all’IT. In realtà, sono metriche strategiche di business, che devono coinvolgere anche:
Per questo motivo, RPO e RTO vanno definiti con un approccio multidisciplinare, come parte integrante della Business Impact Analysis (BIA).
Un DR plan senza RPO e RTO chiari rischia di essere solo un documento teorico, non applicabile in pratica.
Definendo valori concreti, invece, l’azienda può:
Vuoi approfondire come costruire un piano efficace? Leggi la guida su come funziona un Disaster Recovery Plan e perché è fondamentale.
Il calcolo di RPO e RTO è un passaggio chiave per trasformare il Disaster Recovery Plan da documento teorico a strumento concreto. Non si tratta solo di definire numeri casuali: è necessario analizzare l’impatto che perdita dati e downtime avrebbero sui processi aziendali.
Per stabilire valori realistici, un’azienda deve valutare diversi aspetti:
Un buon calcolo non si limita alla parte tecnica, ma tiene conto anche di business continuity, compliance e sostenibilità economica.
Questi esempi mostrano come RPO e RTO non siano valori universali, ma vadano calibrati sul singolo contesto aziendale.
Definire RPO e RTO corretti non significa fare calcoli astratti: richiede analisi, simulazioni e test periodici.
Per questo motivo, molte aziende scelgono di affidarsi a partner specializzati.
Con Epiclink e i suoi servizi di Disaster Recovery, puoi definire RPO e RTO su misura per i tuoi processi, con infrastrutture cloud sicure e team di esperti che ti supportano nella progettazione del DR Plan.
Per capire meglio il ruolo di RPO e RTO, immaginiamo il caso di un’azienda di e-commerce che gestisce migliaia di ordini al giorno.
Un attacco ransomware blocca i server principali, impedendo ai clienti di completare acquisti e accedendo allo storico ordini. L’impatto potenziale è enorme: perdita immediata di fatturato, danni di immagine e rischio di reclami.
Grazie a un sistema di backup continuo, l’azienda ha fissato un RPO di 10 minuti. Significa che, anche se i sistemi vanno in crash, al massimo perderà i dati relativi agli ordini degli ultimi 10 minuti. Questa perdita è tollerabile rispetto ai volumi complessivi e può essere gestita manualmente dal customer care.
Il DR plan dell’azienda prevede un RTO di 1 ora. In caso di disastro, l’obiettivo è riportare online la piattaforma entro 60 minuti. Un tempo che permette di ridurre al minimo i reclami e di non compromettere il fatturato della giornata.
Cosa sarebbe successo senza RPO e RTO definiti?
Questo esempio dimostra come RPO e RTO non siano concetti teorici, ma veri e propri “numeri di sopravvivenza” per il business.
Stabilire valori realistici e sostenibili per RPO e RTO è un passaggio strategico. Non basta fissare obiettivi ambiziosi: serve un approccio metodico che tenga conto sia della tecnologia che del business.
La BIA è lo strumento che permette di stimare le conseguenze economiche e operative di un’interruzione. Analizzando ogni processo aziendale si può capire quali sistemi sono davvero mission-critical e quali, invece, possono tollerare un fermo più lungo.
Ad esempio: un gestionale HR può sopportare un downtime di 12 ore senza gravi conseguenze, mentre un sistema di fatturazione elettronica deve essere sempre disponibile.
Non tutti i sistemi hanno lo stesso livello di criticità. È importante classificare le applicazioni in base a impatto sul business, frequenza di utilizzo e valore dei dati trattati.
Questo approccio evita sprechi di budget e consente di destinare le risorse dove servono davvero.
Un DR Plan che non viene testato rischia di rimanere solo sulla carta.
Le simulazioni periodiche (es. esercitazioni di failover) servono a verificare se i valori di RPO e RTO definiti sono davvero raggiungibili in condizioni reali.
👉 Molti fallimenti nei piani di DR non derivano da tecnologie inadeguate, ma da test mai eseguiti.
L’infrastruttura IT e i processi di business cambiano rapidamente. Un RTO adeguato oggi potrebbe non esserlo tra un anno.
Per questo è fondamentale rivedere periodicamente i parametri e adeguarli a:
Infine, la definizione di RPO e RTO non deve essere un esercizio solitario dell’IT interno. Affidarsi a un partner specializzato come Epiclink significa poter contare su:
👉 Scopri le soluzioni di Disaster Recovery di Epiclink, progettate per aiutare le aziende a definire obiettivi concreti e raggiungibili.
L’RPO (Recovery Point Objective) indica quanti dati un’azienda può permettersi di perdere, mentre l’RTO (Recovery Time Objective) rappresenta il tempo massimo entro cui i sistemi devono essere ripristinati. In sintesi: RPO = perdita dati, RTO = tempo di fermo.
L’RPO si calcola valutando la frequenza dei backup o delle repliche dei dati e analizzando quanto la perdita di dati influisce sul business. Ad esempio, se un’azienda può tollerare di perdere solo gli ultimi 15 minuti di dati, l’RPO sarà fissato a 15 minuti.
L’RTO si definisce stimando il tempo massimo di inattività accettabile per ogni servizio critico. Per stabilirlo bisogna considerare i processi aziendali, gli SLA verso i clienti e i costi di un downtime prolungato.
Il mancato rispetto degli obiettivi porta a perdita di dati, downtime prolungato, calo di produttività e danni reputazionali. Nei settori regolamentati, come quello finanziario o sanitario, può comportare anche sanzioni legali.
La definizione di RPO e RTO è una responsabilità condivisa: il reparto IT valuta gli aspetti tecnici, il management stabilisce le priorità di business e il reparto finance analizza l’impatto economico. Molte aziende scelgono di affidarsi a partner specializzati per definire parametri realistici e sostenibili.
Come abbiamo già detto più volte, RPO e RTO non sono semplici sigle tecniche: rappresentano la capacità concreta di un’azienda di resistere a incidenti, attacchi informatici o guasti imprevisti senza compromettere la continuità operativa.
Definirli correttamente nel tuo Disaster Recovery Plan significa:
Molte aziende cadono nell’errore di sottovalutare questi parametri, salvo poi rendersi conto dell’impatto reale solo quando si verifica un incidente. Prevenire è l’unica strategia efficace.
Con le soluzioni di Disaster Recovery di Epiclink, puoi contare su infrastrutture cloud sicure, team di esperti e SLA garantiti per definire e rispettare RPO e RTO su misura per il tuo business.
Non aspettare che un imprevisto metta alla prova la tua azienda: contatta il nostro team commerciale e costruisci oggi la resilienza digitale di domani.
Affidati a Epiclink, 3CX Partner esperto. Integriamo VoIP, Data Center e connettività per la tua…
Cerchi un Data Center a Milano? Scopri le soluzioni Epiclink: connettività carrier-neutral, sicurezza ISO e…
Nel mondo VoIP e SIP la qualità delle chiamate non dipende solo da banda e…
Quando si parla di VoIP (Voice over IP), molti pensano subito al protocollo SIP come…
Linea ISDN vs VoIP: differenze, vantaggi, costi e come gestire il passaggio Per anni la…
Negli ultimi anni il catalogo Microsoft si è popolato di nomi molto simili: Office 365,…