Approfondimenti

PNRR: riforme della digitalizzazione italiana

Nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2021 è stato pubblicato il Decreto Legge 31 maggio 2021, recante “Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”. L’obiettivo è rafforzare le strutture amministrative e snellirne le procedure, disciplinandone la relativa governance. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU) da ben 750 miliardi di euro.

All’Italia spettano 209 miliardi, pari al 27,8% dell’intero importo. La principale componente di tale programma è la cosiddetta “Recovery and resiliency facility”, della durata di sei anni (2021 – 2026), e vale ben 672,5 miliardi di euro (312,5 sovvenzioni, i restanti 360 miliardi prestiti a tassi agevolati).

Il PNRR avrà quindi un enorme impatto sulla crescita economica del nostro Paese. Stando alle previsioni del governo, nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto a uno scenario privo dell’implementazione dello stesso Piano. Tra le voci che verranno affrontate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza figura anche l’aspetto della digitalizzazione di massa.
Scopriamo qualcosa in più nei prossimi capitoli.

Struttura del PNRR

Il Piano è articolato in 6 missioni. A cambiare rispetto alla versione presentata dal governo Conte sono le risorse messe a disposizione per ognuna. Si riducono complessivamente i fondi per ogni settore di intervento, eccetto per ‘Istruzione e ricerca’, che guadagna fondi nella nuova versione.
Ecco la ripartizione delle risorse per ogni missione:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: 40,32 miliardi dal PNRR + 0,8 miliardi da React-EU + 8,74 dal fondo complementare
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica: 59,47 miliardi dal PNRR + 1,31 da React-EU + 9,16 dal fondo complementare
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 25,4 mld da PNRR + 6,06 dal fondo complementare
  4. Istruzione e ricerca: 30,88 miliardi dal PNRR + 1,93 mld da React-EU + 1 miliardo dal fondo complementare
  5. Inclusione e sociale: 19,81 mld dal PNRR + 7,25 da React-EU + 2,77 dal fondo complementare
  6. Salute: 15,63 miliardi dal PNRR + 1,71 da React-EU + 2,89 mld dal fondo complementare

Queste missioni a loro volta comprendono una serie di componenti funzionali per realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, articolate in linee di intervento che comprendono una serie di progetti, investimenti e riforme collegate.

La parola chiave dei Piano Nazionale di Ripresa e Resistenza di tutti i Paesi europei è “riforme”. Le riforme non si indicano in modo vago, né dovrebbero essere sintetizzate in poche parole: andranno invece spiegate nel dettaglio, dal momento che la Commissione europea le considera parte integrante del PNRR.

La riforma della digitalizzazione nel PNRR

La prima missione del PNRR, “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, è costituita da tre componenti e si pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo.
Per questa prima missione sono stati stanziati più di 49 miliardi di euro. Lo scopo è quello di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire nei settori chiave per l’Italia: il turismo e la cultura.

Gli obiettivi di questa missione del PNRR sono ambiziosi ma necessari, come riuscire ad avere il 100% della popolazione connessa entro il 2026. Più nello specifico, il PNRR prevede anche l’uso di connessioni veloci per quasi nove milioni di famiglie e imprese e della fibra ottica in quasi diecimila scuole. Si semplifica anche il procedimento di autorizzazione per l’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica e si agevola l’infrastrutturazione digitale degli immobili con reti in fibra ottica.

Questo insieme di riforme mira chiaramente a una digitalizzazione di alto livello dell’intero Paese, cercando di colmare il divario con Paesi momentaneamente più evoluti. Per facilitare il superamento del divario digitale, inoltre, si favorisce il sistema delle deleghe da parte di soggetti titolari di identità digitale. È rafforzato persino il sistema delle banche dati e dello scambio di informazioni tra le medesime.

Cosa dice il decreto riguardo al PNRR e alla digitalizzazione?

Il testo del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza si pronuncia chiaramente e in maniera approfondita sulle varie riforme da attuare nei prossimi anni. Relativamente al discorso della prima missione, il testo sulla digitalizzazione occupa ben due delle tre componenti totali facenti parte della prima missione.
Vediamo adesso cosa dice il decreto nello specifico.

Prima componente

La prima componente del PNRR riguarda la digitalizzazione e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. In questo ambito, lo sviluppo di un cloud nazionale e l’effettiva interoperabilità delle banche dati delle PA avvengono in parallelo e in sinergia con il progetto Europeo GAIA-X, dove l’Italia intende avere un ruolo di primo piano.

Sfruttando anche la digitalizzazione, va sviluppato un “Programma di innovazione strategica della PA” per completare il percorso delle riforme della PA realizzando un cambiamento strutturale che rafforzi la PA italiana, in maniera organica e integrata, ai diversi livelli di governo, creando una amministrazione capace, competente, semplice e smart, in grado di offrire servizi di qualità ai cittadini e alle imprese e da rendere più competitivo il Sistema-Italia.

Infine, sarà e portata a termine la riforma della Giustizia per accelerare i processi, anche potenziando digitalizzazione e capitale umano del sistema giudiziario italiano al fine di accelerare lo smaltimento del pregresso. Sarà inoltre assicurato il coordinamento degli interventi e investimenti di tutte le missioni finalizzate alla digitalizzazione, anche al fine di assicurarne la coerenza con il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione e le altre attività previste.

Seconda componente

La seconda componente tratta l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. Si comprendono quelle del comparto editoria e della filiera della stampa e per le filiere agroalimentari del Mezzogiorno, la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G ed investimenti per il monitoraggio satellitare.

In quest’ottica, gli incentivi fiscali inseriti nel PNRR sono riservati alle imprese che investono in beni strumentali, materiali ed immateriali. Tutti questi beni sono necessari ad un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti.

 

Il Piano Nazionale di Rilancio e Resistenza contiene numerose misure per accelerare l’attuazione degli interventi. Le riforme previste nel Piano sono accompagnate da indicazioni sulle tempistiche; sarà per questo approvato un DL con gli interventi urgenti di semplificazione. Naturalmente, questo lavoro di semplificazione continuerà in modo progressivo, continuo e costante fino al 2026 per garantire la regolare attuazione delle riforme.

epiclink

Recent Posts

3CX Partner per soluzioni VoIP e Unified Communications

Affidati a Epiclink, 3CX Partner esperto. Integriamo VoIP, Data Center e connettività per la tua…

2 giorni ago

Data Center Milano: infrastruttura e servizi gestiti

Cerchi un Data Center a Milano? Scopri le soluzioni Epiclink: connettività carrier-neutral, sicurezza ISO e…

2 settimane ago

VoIP SIP e NAT: perché tipo di NAT e porte contano davvero per audio e stabilità

Nel mondo VoIP e SIP la qualità delle chiamate non dipende solo da banda e…

6 mesi ago

VoIP, SIP e protocollo SDP: come funziona davvero la negoziazione dei media

Quando si parla di VoIP (Voice over IP), molti pensano subito al protocollo SIP come…

7 mesi ago

Linea ISDN vs VoIP: differenze, vantaggi, costi e come gestire il passaggio

Linea ISDN vs VoIP: differenze, vantaggi, costi e come gestire il passaggio Per anni la…

7 mesi ago

Microsoft 365 vs Office 365 vs Windows 365: differenze, cosa includono e come scegliere per la tua azienda

Negli ultimi anni il catalogo Microsoft si è popolato di nomi molto simili: Office 365,…

7 mesi ago