Nel mondo del cloud computing si parla spesso di Infrastructure as Code (IaC) e Infrastructure as a Service (IaaS) come se fossero alternative, ma in realtà giocano ruoli diversi e complementari. L’IaaS mette a disposizione risorse infrastrutturali on‑demand (server virtuali, storage, reti), mentre l’IaC fornisce il “motore di automazione” per definire e gestire quelle risorse tramite codice. Come evidenziano analisi dedicate a Infrastructure as Code vs Infrastructure as a Service, la combinazione dei due è lo standard in ambienti cloud moderni.
In questo articolo vediamo cosa sono IaaS e IaC, quali vantaggi e limiti hanno, come si differenziano per livello di astrazione e casi d’uso, e perché ha senso considerarli insieme in un approccio DevOps maturo. Il tutto con un occhio alle esigenze pratiche delle aziende che usano servizi di data center, hosting, backup cloud e disaster recovery, dove l’automazione dell’infrastruttura può fare la differenza in termini di affidabilità, tempi di provisioning e controllo dei costi.
Infrastructure as a Service (IaaS) è un modello di cloud computing in cui un cloud provider mette a disposizione, via Internet, risorse infrastrutturali di base: compute, storage e networking. L’azienda non deve acquistare e gestire hardware fisico (server, storage, apparati di rete), ma “noleggia” infrastruttura virtualizzata su data center del provider, pagando ciò che utilizza.
Guide complete come la guida ai modelli cloud IaaS, PaaS e SaaS spiegano come l’IaaS rappresenti lo strato più basso dello stack cloud, su cui possono poggiare sia applicazioni custom sia piattaforme PaaS e servizi SaaS.
Nella pratica, un’offerta IaaS comprende una serie di “mattoni” infrastrutturali:
Articoli focalizzati su cos’è l’IaaS e quali vantaggi offre alle aziende sottolineano proprio il ruolo di questi building block come base per ambienti cloud flessibili e scalabili.
I principali benefici di Infrastructure as a Service includono:
Anche l’IaaS presenta alcuni rischi e complessità:
Infrastructure as Code (IaC) è un approccio alla gestione dell’infrastruttura in cui server, reti, storage e servizi cloud vengono definiti tramite codice testuale (file di configurazione) invece che configurati manualmente da console o CLI. Questi file sono archiviati in version control (es. Git), versionati, revisionati e testati come il resto del software.
In sostanza, l’IaC trasforma l’infrastruttura in “software”: definisci l’architettura desiderata in codice e un tool dedicato si occupa di creare, modificare o distruggere le risorse in modo coerente su ambienti on‑prem, IaaS pubblico o scenari ibridi.
L’adozione di IaC ruota intorno a tre elementi:
Alcune analisi, come il confronto fra Terraform e Ansible per l’Infrastructure as Code, mostrano come tool dichiarativi multi‑cloud semplifichino la gestione di ambienti complessi, mentre strumenti imperativi restano forti nella configurazione di sistemi e applicazioni.
I vantaggi principali dell’Infrastructure as Code includono:
Anche l’IaC comporta alcune sfide importanti:
Nel modello dichiarativo, tipico di strumenti come Terraform o CloudFormation, si descrive lo stato desiderato dell’infrastruttura: quali risorse devono esistere, con quali proprietà e relazioni. Il tool calcola automaticamente le azioni da eseguire (create, update, delete) per portare lo stato reale a quello desiderato.
Nel modello imperativo, comune a tool come Ansible o a script custom, si definisce una sequenza di comandi da eseguire (step‑by‑step). Il focus è sul “come” arrivare a un certo risultato: installa questo pacchetto, poi modifica quel file, poi riavvia il servizio.
Oggi il modello dichiarativo è spesso preferito per la definizione di infrastruttura cloud, perché:
Il modello imperativo mantiene però un ruolo importante nella configurazione di sistemi, applicazioni e flussi procedurali complessi, spesso usato in combinazione con tool dichiarativi.
Un punto chiave da chiarire è che IaC e IaaS non competono, ma operano su piani diversi:
Alcune analisi su similarità e differenze tra IaaS e IaC sintetizzano bene il concetto: IaaS è l’insieme dei “mattoni”, IaC è il modo di progettare, costruire e mantenere l’edificio in modo coerente.
In termini di astrazione:
| Dimensione | IaaS | IaC |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | Fornire compute, storage, networking on‑demand tramite cloud provider | Automatizzare definizione, provisioning e gestione dell’infrastruttura con codice |
| Livello di astrazione | Risorse singole (VM, volumi, reti virtuali, firewall) | Template, moduli e ambienti completi (stack multi‑risorsa) |
| Chi lo usa / skill | Cloud engineer, sysadmin, IT operations | DevOps, platform engineer, team cloud‑native con competenze di scripting e Git |
| Modello di costo | Costo diretto delle risorse (pay‑as‑you‑go) | Nessun costo diretto per il modello; riduce costi operativi attraverso automazione |
| Velocità di deployment | Manuale via console/API, automatizzabile con script | Deployment automatizzati via pipeline CI/CD e tool IaC |
| Vendor lock‑in | Dipendenza da servizi e API del provider | Tool multi‑cloud possono ridurre il lock‑in astraendo dai singoli provider |
| Scalabilità | Elasticità nativa del cloud (scale up/down delle risorse) | Scalabilità orchestrata a livello di ambienti, usando moduli e template |
| Disaster recovery | Snapshot, replica, multi‑zona/region | Rebuild automatico di ambienti da codice su IaaS, anche in region diverse |
| Osservabilità | Dashboard del provider su risorse e metriche | Monitoraggio anche dello stato “descritto in codice” e detection del drift |
Una metafora utile è quella dei mattoni e dei progetti:
Articoli come Infrastructure as Code vs Infrastructure as a Service ribadiscono che il vero valore emerge quando si usano congiuntamente: IaaS fornisce il substrato, l’IaC ne rende la gestione sostenibile nel tempo.
Immagina di voler creare un nuovo ambiente applicativo su IaaS:
Lo stesso codice, con opportune variabili, può generare ambienti identici in più account (dev, test, prod) o persino su diversi provider, abilitando strategie multi‑cloud e di disaster recovery basate sulla rapida ricostruzione degli ambienti su infrastruttura IaaS.
Nelle organizzazioni che hanno adottato pratiche DevOps, CI/CD e microservizi, usare IaaS senza IaC è sempre più raro. La combinazione di:
consente di avere ambienti replicabili, rollback rapidi, deploy frequenti e una base solida per soluzioni di disaster recovery e business continuity. In questo contesto, i servizi di data center, hosting e backup cloud possono essere gestiti in modo più efficiente se descritti e orchestrati tramite IaC sopra lo strato infrastrutturale.
In alcune situazioni, partire con il solo IaaS può avere senso:
L’Infrastructure as Code diventa quasi obbligatoria quando:
Le organizzazioni più mature combinano IaaS e IaC in un ecosistema più ampio che include:
È il caso di molte aziende SaaS e enterprise che orchestrano risorse su AWS, Azure e GCP con tools IaC multi‑cloud, e che al tempo stesso si appoggiano a servizi affidabili di data center per backup, replica e disaster recovery come parte della loro strategia di resilienza.
Per introdurre l’IaC sopra uno strato IaaS esistente serve uno stack minimo:
Alcune buone pratiche per partire nel modo giusto:
Riassumendo, Infrastructure as a Service è il fondamento che fornisce le risorse infrastrutturali su cui girano le applicazioni, mentre Infrastructure as Code è il metodo per definire, creare e gestire quelle risorse in modo automatizzato, ripetibile e tracciabile. Non si tratta di scegliere tra IaC e IaaS, ma di capire come combinarli in base alla maturità dell’organizzazione, alla complessità degli ambienti e ai requisiti di sicurezza e governance.
Per molte aziende il percorso naturale è partire da un solido strato di IaaS e servizi di data center affidabili, per poi introdurre progressivamente l’IaC e l’automazione man mano che aumentano numero di ambienti, frequenza dei rilasci e richieste di controllo. In questo modo è possibile sfruttare il meglio di entrambi i mondi: flessibilità e scalabilità del cloud, unite a velocità, coerenza e sicurezza offerte dall’infrastruttura gestita come codice.
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